Nuove Esplorazioni in Elicottero!

Si parte…

È sabato mattina e nonostante sia una delle rarissime giornate assolate e calde delle ultime settimane, decidiamo di passarla al buio freddo e sotto un leggero stillicidio.
Siamo in sei oggi ad entrare in grotta Elicottero a Useunt, frazione di Tarcento, con diversi obbiettivi :
-continuare la pratica su corda per Federico (appena finito il corso di 1° livello)
-fare un paio di foto documentative degli ultimi pozzi in fase di esplorazione
-e il mio, iniziare una delle diverse risalite in camini alti e pieni di punti di domande.
Costa e Alce attrezzano in doppia il pozzo da 80, poi scendono Franco ed Enea e per ultimi Federico ed io.
La sua emozione nell’essere appeso sul tetto di un tubo di 80 metri traspare nei suoi occhi e mi vengono in mente le prime volte in cui mi affacciai sopra di esso.
Scendendo, parliamo e spariamo cazzate per tenere lo stress sotto controllo, inutilmente aggiungerò poi, Fede è completamente a suo agio!!!
Raggiungiamo il resto del gruppo nella finestra, dove parte la serie di pozzi che porta al fondo.
Ne scendiamo un paio e affido il nuovo Speleo del gruppo ad Alceo per fargli continuare la discesa. Costa ed io invece ci fermiamo sotto al camino prescelto da salire oggi. Circa un trentina di metri e sopra…. forse una prosecuzione? Le luci potenti creano delle ombre ingannevoli e dopo essermi caricato il magazzino di Repetto nei Porta-attrezzi inizio a salire.
La parete è verticale con un buon calcare e i primi dieci metri salgo veloce. Poi cambia la consistenza e mi tocca iniziare a cercare posti più solidi, che trovo traversando a sinistra. Un po’ salgo, un po’ mi sposto. L’innaspettata sezione spalmata di fango misto guano arriva inesorabile. Prima il martello, poi le mani le ginocchia il palo la scaletta il trapano corda moschettoni viene inglobato in questa polenta appiccicosa. Un metro di risalita che avrei evitato volentieri. Oltre, riparte il calcare sano e anche l’umore migliora. Chissà Costa… Si starà annoiando laggiù a farmi da sicura? Lo chiamo e mi dice che giù alla mia va tutto bene. Riprendo la salita veloce e a circa due metri dal tetto del camino capisco che da lì non si passa purtroppo. Avviso Costa dell’ amara scoperta ed inizio a scandagliare ogni piccola possibilità di prosecuzione. Niente di niente. Se non qualcosa dietro una lama di roccia.
Mi faccio calare a terra, bevo qualcosa,  recupero altro materiale e torno su con nuove speranze. Ripassaggio nella fanga e poi tenendomi più sulla sinistra, punto ad infilarmi in quel che sembra l’uscita di un meandrino. Salgo fix dopo fix, allungo la testa per vedere cosa c’è oltre, ma la conformazione a “schiena di mulo” non mi permette di capire fino all’ultimo. Azzardo una piccola arrampicata sopra l’ultimo frazionamento per aver la certezza. … chiude. Da qui percepisco dell’aria in uscita ma in posti strettissimi.
Scendendo disarmo e requpero tutto il materiale.  Costa e Alce sono lì ad aspettarmi con un buon te caldo, ficchiamo tutto nei sacchi e usciamo.
Fuori diluvia e a farci da riparo , per cambiarci e bere un paio di birre, c’è il porticato della chiesa. Tra una chiacchera e l’altra parliamo della prossima risalita da fare in Elicottero…. più fortunats si spera!!!!!
Cobra