AGGIORNAMENTI DALLA GROTTA DEGLI SPROVVEDUTI

Finalmente arrivano alcune certezze sui reperti ossei rinvenuti in più riprese all’interno della Grotta degli Sprovveduti ubicata alle pendici del monte Cavallo di Pontebba. A fornire una datazione ed un’appartenenza precisa dei resti è un luminare in materia: il prof. Gernot Rabeder, docente presso l’Università di Vienna.

Malgrado le nostre speranze di aver rinvenuto i resti di un Ursus Spelaeus, dopo l’attento esame del professore, è stato appurato che tutto il materiale al momento raccolto è parte di un unico esemplare di un giovane cucciolo di Ursus Arctos, in gergo popolare appunto: orso Bruno, risalente presumibilmente (dallo stato di conservazione dei reperti) a un periodo che si colloca in una fascia temporale identificabile con il termine dell’ultima glaciazione, quindi tra i 10000 e 15000 anni fa. Questo farebbe pensare ad un esemplare dei primi Orsi Bruni che si sono insediati nelle nostre zone,di conseguenza, ora sarà necessaria un’analisi al Carbonio 14 sui futuri reperti per avere una datazione precisa e poter collocare con precisione l’età dell’importante ritrovamento.

La scoperta della cavità e delle ossa si deve a due speleo dell’A.N.F (Andrea Vazzaz e Paolo Burelli) che durante il campo estivo, a causa di una piena nella Risorgiva del Rio Pricotic sono andati in cerca di un provabile ingresso visto con il binocolo l’anno prima dalla cima di una montagna adiacente e ubicato alle pendici del monte Cavallo di Pontebba. Per non buttare la giornata i due speleologi si sono diretti dal campo base situato nelle vicinanze della Sorgiva del Rio Pricotic verso le pendici del monte Cavallo alla ricerca dell’ingresso che è stato trovato dopo una lunga giornata di ricerche. Quindi i due, trovato l’accesso, e presi dall’euforia del ritrovamento si sono addentrati nella nuova cavità per le prime esplorazioni così com’erano vestiti (canotta e pantaloncini corti + pila frontale …. quindi privi di ogni attrezzatura speleologica adatta a tale scopo) e da questo deriva il nome di Grotta degli Sprovveduti. Durante questa prima esplorazione sono stati notati una parte dei resti ossei dell’orso.

A questa uscita ne sono seguite altre tre, durante le quali oltre a rimuovere una parte dei reperti (quelli visibili superficialmente e a rischio di essere calpestati o travolti da massi), sono proseguite le esplorazioni nella grotta che ora è ferma dopo 60 mt circa di sviluppo su una condotta parzialmente occlusa da detriti dalla quale spira una notevole corrente d’aria e si ode un rumore simile al ruscellare di un torrente.

Visto l’avvicinarsi della cattiva stagione, le esplorazioni riprenderanno oramai la prossima primavera non appena le pareti sovrastanti la grotta saranno sgombre dalla neve.